Giovangualberto Ceri : "CHIESA
CATTOLICA, ma che PROSOPOPEA, ma BARBARIE, anzi ma che BARBA, ma che
INUTILE CANTILENA assai risaputa, questo Suo commento alla festa della
CANDELORA, o Festa della PURIFICAZIONE di MARIA VERGINE, o PRESENTAZIONE
DI GESU' BAMBINO al TEMPIO in BRACCIO
ALLA MADONNA, ecc. ecc., del 2 Febbraio 2018. Non sarà mica sempre per
continuare ad occultare l' autentica SPIRITUALITA' MEDIEVALE e di
DANTE...??? Hai tempi di Dante il 2 FEBBRAIO era FESTA DOPPIA. Perché
Lei non lo dice...??? Perché teme che plaudendo a questa festa ritorni a
galla anche la funesta l'ASTROLOGIA...??? Per me E' da mettere in
conto...!!!Vada a vedere il 2 FEBBRAIO nel Calendario Perpetuo del 1263 dell'Oratorio di San Pellegrino a Bominaco, presso l'Aquila. La festa del 2 Febbraio...? Tanto apprezzata anche dal premio Nobel THOMAS S. ELIOT, controllare, controllare il perché. Una festa che fa TANTA PAURA a chi sa di sopravvivere solo se sopravviverà anche la MENZOGNA sul rapporto fra LITURGIA, o TEOLOGIA LITURGICA, e ASTROLOGIA. Ebbene questa FESTA poggia tutta sul numero, KABALISTICO, o PITAGORICO, QUARANTA e dunque sulla festa pagano-classica chiamata "TESSERACOSTON". QUARANTA giorni, sì, sì, !|! Ma a computare da che cosa...??? Questo è il PUNTO DOLENTE. Dal SOLSTIZIO d'INVERNO ai tempi di Giulio Cesare e di Gesù e dunque dal NATALIS SOLIS INVICTI o, ugualmente, dalla NATIVITA' di Nostro Signore GESU' CRISTO culturalmente avvenuta (cfr. Letteratura Siriaca) la Domenica 25 Dicembre del 1° anno DOPO CRISTO. In generale Infatti: 25 Dicembre più QUARANTA giorni, uguale 2 Febbraio. Il QUARANTA rappresenta la fine di un periodo incerto e pericolo: ed è per questo che IDDIO, ai tempi del Diluvio Universale, fece piovere per QUARANTA giorni. Anche MOSE' vagò nel deserto per QUARANTA anni. Che dire del fatto che CRISTO ha digiunato per QUARANTA giorni...??? Ma cara CHIESA CATTOLICA le fa paura il POTERE DEI NUMERI...???. Considerato che è sette secoli che invece di pensare ai NUMERI, pensa solo ad episodi STORICI in molti casi, se non inesistenti, verificatisi in tutt'altre occasioni cronologiche.. Ma la Festa del 2 FEBBRAIO vuole proprio saltare il POTERE del numero QUARANTA a datare da d'inizio di un qualcosa di Importantissimo, o Qualificantissimo. Se ne è persa la nozione per far largo a patetiche GIACULATORIE pseudo-realistiche. Ma adesso, dopo le mie scoperte, tali da farLe tremare le vene e i polsi, credo...!!!, oltre ad T. ELIOT, interviene a difendere ed esaltare il 2 FEBBRAIO, anche DANTE ALIGHIERI. Egli infatti indica ASTROLOGICAMENTE e LITURGICAMENTE nella festa del VENERDI' 2 Febbraio 1274 il giorno in cui VIDE BEATRICE per la prima volta, e non sarà stato per caso!, e in quella del MARTEDI' 2 Febbraio 1283 il fenomeno in cui, per la prima volta, venne SALUTATO da BEATRICE (VITA NUOVA, II, 1 - 2). Il tutto sarebbe CHIARISSIMO appena CHIESA CATTOLICA AUTORIZZASSE il Signor Presidente della REPUBBLICA ITALIANA Sergio Matterella a poter dire pubblicamente che DANTE personaggio della COMMEDIA, eccetera, nonché e Poeta della Patria, è NATO il Martedì 2 GIUGNO 1265 in base al Canto XXII, vv. 110-117, del Paradiso. EVVIVAAA L'ITALIAAAAA...!!!"
Questo sopra il commento, questo sotto, il testo del sito:
Festa delle luci (cfr Lc 2,30-32), ebbe origine in Oriente con il nome di ‘Ipapante’, cioè ‘Incontro’.
Martirologio Romano: Festa della Presentazione del Signore, dai Greci chiamata Ipapánte: quaranta giorni dopo il Natale del Signore, Gesù fu condotto da Maria e Giuseppe al Tempio, sia per adempiere la legge mosaica, sia soprattutto per incontrare il suo popolo credente ed esultante, luce per illuminare le genti e gloria del suo popolo Israele.
La festività odierna, di cui abbiamo la prima testimonianza nel secolo IV a Gerusalemme, venne denominata fino alla recente riforma del calendario festa della Purificazione della SS. Vergine Maria, in ricordo del momento della storia della sacra Famiglia, narrato al capitolo 2 del Vangelo di Luca, in cui Maria, in ottemperanza alla legge, si recò al Tempio di Gerusalemme, quaranta giorni dopo la nascita di Gesù, per offrire il suo primogenito e compiere il rito legale della sua purificazione. La riforma liturgica del 1960 ha restituito alla celebrazione il titolo di "presentazione del Signore", che aveva in origine. L'offerta di Gesù al Padre, compiuta nel Tempio, prelude alla sua offerta sacrificale sulla croce.
Questo atto di obbedienza a un rito legale, al compimento del quale né Gesù né Maria erano tenuti, costituisce pure una lezione di umiltà, a coronamento dell'annuale meditazione sul grande mistero natalizio, in cui il Figlio di Dio e la sua divina Madre ci si presentano nella commovente ma mortificante cornice del presepio, vale a dire nell'estrema povertà dei baraccati, nella precaria esistenza degli sfollati e dei perseguitati, quindi degli esuli.
L'incontro del Signore con Simeone e Anna nel Tempio accentua l'aspetto sacrificale della celebrazione e la comunione personale di Maria col sacrificio di Cristo, poiché quaranta giorni dopo la sua divina maternità la profezia di Simeone le fa intravedere le prospettive della sua sofferenza: "Una spada ti trafiggerà l'anima": Maria, grazie alla sua intima unione con la persona di Cristo, viene associata al sacrificio del Figlio. Non stupisce quindi che alla festa odierna si sia dato un tempo tale risalto da indurre l'imperatore Giustiniano a decretare il 2 febbraio giorno festivo in tutto l'impero d'Oriente.
Roma adottò la festività verso la metà del VII secolo; papa Sergio I (687-701) istituì la più antica delle processioni penitenziali romane, che partiva dalla chiesa di S. Adriano al Foro e si concludeva a S. Maria Maggiore. Il rito della benedizione delle candele, di cui si ha testimonianza già nel X secolo, si ispira alle parole di Simeone: "I miei occhi han visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti". Da questo significativo rito è derivato il nome popolare di festa della "candelora". La notizia data già da Beda il Venerabile, secondo la quale la processione sarebbe un contrapposto alla processione dei Lupercalia dei Romani, e una riparazione alle sfrenatezza che avvenivano in tale circostanza, non trova conferma nella storia.
Autore: Piero Bargellini