Il titolo di oggi non significa quasi nulla, c'è la parola 'titolo' perché dando un titolo è la prima cosa venuta in mente, 'ritorna' perché rileggendo ho cisto che post passati vertevano sul tema del vuoto, come vuoto è l'utilità di queste mie parole, e poi 'pasto vuoto', forse doveva essere 'post', p 'posto', ma mi è venuto in mente il titolo di un libro: "il pasto nudo", ecco quindi il "pasto vuoto".
Vuoto, e pasto sembrano non conciliarsi, sembra un ossimoro "pasto vuoto", perché con il pasto riempi una pancia vuota, e quindi non riempi il vuoto con il vuoto, però oggi molta gente ossessionata di e da diete, aspirerebbe ad un pasto vuoto di calorie o zuccheri o quanto altro ritengano responsabile della loro imperfetta forma.
Invece il pasto vuoto è qualcosa che sto inventando ora un esercizio che consiste del preparare un pranzo, cucinare con 'il vuoto' facendo azioni vuote accendendo 'non fuochi' e riempiendo pentole di 'non acqua', tagliare la cipolla invisibile e soffriggere nel vuoto d'olio... alla fine servire in piatti, riempirli di vuoto, ma soprattutto iniziare a mangiare ed anche ere da vuoti bicchieri svuotandoli metaforicamente dal vuoto con azioni concrete. Alla fine del pasto un vuoto caffè e vi sentirete pieni, pieni di vuoto.
Per i bulimici è possibile recarsi in bagno per vomitare vuoto.
Ah presto ci sono le elezioni, quindi ricordiamoci del vuoto, del voto che si è perso la 'u', u voto, che da ora e sempre è vuoto o anche è 'tu ovo', sommo contenitore del tuo vuoto. Quindi vuota bene, ma vuota.
Buon vuoto a chi ha il vuotoe non il voto, che poi è una pratica differente più mistica, non quello presso le urne, che poi essendo urne, tipicamente contengono le ceneri, quindi se ci tieni alla vita, aspetta a mettere qualcosa nell'urna lasciala magari vuota. Vola!
