lunedì 28 maggio 2007

Da uno scritto del lontano Marzo 2004 ... un sogno

29-03-04 Sogno notturno:

Fuga da qualcuno, anzi più d’uno in una città notturna, poi, in macchina della polizia, siamo almeno in quattro un poliziotto, non in divisa, un amico, un amica mi sembra una compagna di scuola delle medie, ma lo scopriro’ poi, arriviamo in una piazza vicino a dove abita chi dobbiamo accompagnare, questa ragazza, usciamo dalla macchina per salutarla, ma il poliziotto dice che dobbiamo accompagnarla sino alla porta di casa, c’è ancora pericolo, acconsentiamo e ci avviamo, arriviamo al portone citofona il poliziotto e la ragazza sale, qui percepisco chi è tale compagna delle medie: Cristina Ribechi, lo perscepisco più da dove abita che da altro anche se una vaga impressione di volto e capelli ce l’ho, guardo i citofoni (scritte rosse su fondo verdino ospedale/sala operatoria) e vedo il nome di mia cugina, lo faccio notare a mia moglie che è con noi, era anche in macchina con noi evidentemente, anzi da quel che ricordo del viaggio era di fianco a me, dico qualcosa a rigurdo del fatto che in effetti è la sua casa, solo che arrivandoci a piedi da un’altra direzione non ce ne rendevamo conto, ora torniamo siamo di nuovo in piazza e stiamo salendo sulla macchina, ho qualche timore, in fondo anche loro potrebbero essere di quel ‘tipo’ da cui stavamo fuggendo, [riappare qualche frammento di ricordo, strade di città negozio, fuori di stereo o roba simile, c’era gente che litigava per nulla, qualcuno che cercava qualcun altro per picchiarlo..] sto per salire e sedermi quando qualcosa mi spaventa li guardo, l’amico ed il poliziotto, inizio a scappare, sono anche loro da quella parte, corro veloce e loro dietro, veloci, mi inseguono, inizia un parco, ma so che non ce la farò decido di arrendermi, mi siedo sulla prima panchina, su una montagnola di terra più alta, meno di un metro, arrivano, dico qualcosa, del tipo: ‘fate ciò che volete’, ma sorpresa! Era uno scherzo, ci avviamo insieme per tornare.

Ora siamo in una piccola stanza semi buia 3x2m , poca illuminazione dal basso, mattoni le pareti, siamo in circa cinque, gli altri hanno sembianze da golem, un po’ come un oscar arrotondati nei piedi nel sesso che sporge come una rotondità ecc. anche io mi sto ricprendo di questa terra/pongo/plastilina/creta la prendo dal compagno vicino che ne ha molta adddosso, cerco di cospargermi e darmi le sembianze del golem comee loro, mi guardo, ma il mio sesso è ancora troppo evidente, applico più creta, poi la sensazione del peso della creta che pesa sulle spalle, ci sideve togliere i pantaloni, vado in un antro di fronte a me, forse per togliermi qualcosa, ritorno, e dico ma non ho le mutande sotto, non importa anche qualcun altro si toglie le mutande, lo faccio anch’io forse questo ricordo va messo prima, comunque si procede alla trasformazione a golem, quello di fronte mi fa vedere come deve essere la posizione finale in piedi, ma con il bacino sporto in avanti, come a mettere in avanti il sesso. Ci provo, la perfezione è indispensabile per non… per non passare qualche controllo? , per essere scartati? , er essere scoperti? Non lo so, la mia posizione sull’attenti non è un gran ché, ma ci provo.

Ora la scena è sempre nella stessa stanzetta sono vicino ad una ragazzina splendida, nuda che sto insaponando, la sensazione è bellissima di tepore amorevole, anche lei si insapona, ma voglio passare la mano anche in mezzo alle sue gambe, esito un attimo, ma poi ci passo, al che sento il commento del ragazzo vicino a me, tipo maurizio di tai qi, che dice qualcosa sul fatto che ho esagerato o che li non si passa, comunque io ripeto la cosa e dico qualcos’altro in risposta, poi appoggio su un ripiano qualcosa che ho preso in mezzo alle gambe della ragazza, come parte del suo sesso, qualche scambio di parole con il ragazzo, ma non ricordo.

Cambia ancora scena ora siamo vicino ad una finestrella sempre della stessa stanzetta, la ragazza è più vicina ed insaponata, forse continuo ad insaponarla, c’è vicino anche questo ragazzo, guardiamo fuori, la piazza della macchina della polizia di prima , credo, la luce è già aumentata tipo l’alba, la sensazione è sempre piacevole, tra poco mi sveglierò.

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